Dialogo tra me e la Gio:
17:50] <~Nana_sc> novità? io facevo schopy
00[17:55] <@maura85> hahahahahha
00[17:55] <@maura85> comprato qualcosa???
[17:56] <~Nana_sc> noooo non shopping XDDDDD
[17:56] <~Nana_sc> schopenhauer!
[17:56] <~Nana_sc> XD
00[18:00] <@maura85> hahaahhahahaah
00[18:00] <@maura85> avevo letto shopping
00[18:00] <@maura85> scusami gio
[18:03] <~Nana_sc> ma figurati xDD
Ho bisogno di ferie ragazzeeeeeeeeeeeeeeeeeee
ma si può essere cosi!!!!ahhahha
Marti mi ha convertita alla svampitaggine!!!XD
mercoledì 19 maggio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
Storie di Casa Manconi part 1
Ah, il miracolo della vita.
E' una mattinata tetra, buia e piovosa, mi affaccio al balcone e mi sento tanto british vista la giornata. E un pò anche di San Francisco visto che ho addosso canotta e pantaloncini a motivo floreale, di quelli che ti vendono i senegalesi a cinque euro se ti va bene in spiaggia. yo yo west coast.
Ovviamente prima di arrivare a mettere il naso fuori ho piazzato un casino immane per tirare su la serranda rotta, visto che la vecchia sciacalla non la vuole sistemare sostenendo che è danno mio e me ne devo occupare da sola. Come se cci avessi fatto sollevamento pesi con la serranda, tsk.
Vabbè dicevo, ah il miracolo della vita.
Stamattina mi sono svegliata di buon mattino, ho zappato la mia isoletta scoprendo tanti tesori su facebook e poi sono andata a farmi il caffè.
Una cosa che adoro fare quando casa mia non è un circo di scimmie, quindi solo la mattina presto, è affacciarmi al balcone e guardarmi attorno, salutare la vecchietta della finestra affianco e pensare che anche io vorrei essere al suo posto, avere come unica occupazione mondana quella di scuotere tovagliette fuori dalla finestra e poi appenderla al filo con una molletta.
Beh oggi ho visto anche altro, una scena che ha toccato instabilmente il mio cuore di filosofa.
Dovete sapere che qui a Casa Manconi ieri c'è stata una specie di secessione a causa di un ospite inatteso, un pennuto stupido ( la Columba livia) meglio conosciuto come "piccione", che non tutte gradiscono. E siccome tale piccione da solo si sentiva triste, ha ben pensato di portarsi nel sedere due uova, deponendole sul terraio.
I sudisti, ovvero me e Cinzia votarono per la condanna a morte di tali nuovi coinquilini con lezione di volo anticipata per i futuri insudiciatori di cornicioni, dal momento che oltre a non pagare bollette non solo codesti maledetti non puliscono casa, la cagano proprio.
Ma ecco che arriva la nordista di turno, aka mamma chioccia Lidia (di cui oggi è il compleanno tra parentesi) e ci impedisce di commettere cotal piccionicidio, dicendo che la cacca sui panni si lava via con due centrifughe e che i poveri pulcini non ci han fatto nulla. Povera lei e la sua sindrome da crocerossina (non a caso fa infermieristica) , non ci può far nulla se è naturalmente portata alla cura e all'amorevolezza verso il prossimo, che sia la sua fida compara Veronica o un piccione.
Vabbè, alla fine riesce a farci temporeggiare e tenere salvi gli animali. A me un pò rompe le palle sta cosa, visto che non capisco perchè i piccioni si e il gatto no, ma mi taccio.
Oggi è il giorno in cui si decide il futuro dei volatili non ancora venuti alla luce. Ed ecco che come dicevo, mi alzo e vado nel balcone, giostrandomi tra gli stendipanni e i bidoni della spazzatura.
Ed ecco che vedo mamma picciona, sul terraio, che cova con pazienza e cura le due uova deposte.
Non so se sia a causa della canzone che ascolto ( Sonata of Temptation, NdA, Angy se leggi ricordati della denuncia che pende sulla tua regal chioma XD) o perchè mi sono svegliata di buon umore, sta di fatto che mi intenerisco a guardare la scena. Mamma picciona è così indifesa, gli occhietti vacui e idioti si aggirano circospetti per l'angusto spazio in cui lei è ubicata.
Mi commuovo, e non ho nemmeno il coraggio di prendere la scopa e cacciarla via. Massì, che ha fatto la poveretta di male in fondo? Anche lei, seppure sia un animale del tutto privo di intelletto nonchè di uno scopo nella catena alimentare, ha il diritto di vivere e riprodursi.
E poi è così tenera da osservare, tutta indifesa ma che si premura di proteggere i suoi pargoli a costo della sua stessa vita, che altro non è che un ammasso di penne puzzolenti alla fine.
E come al solito ci son rimasta fregata io. Sono ormai affezionata a mamma Piccì ( la chiamo così) e non riuscirei a farle del male. Ora mi resta solo da trovare un nome ai due pulcini scagazzatori.
Pio e Pao credo vadano a pennello.
Ah, il miracolo della vita....
E' una mattinata tetra, buia e piovosa, mi affaccio al balcone e mi sento tanto british vista la giornata. E un pò anche di San Francisco visto che ho addosso canotta e pantaloncini a motivo floreale, di quelli che ti vendono i senegalesi a cinque euro se ti va bene in spiaggia. yo yo west coast.
Ovviamente prima di arrivare a mettere il naso fuori ho piazzato un casino immane per tirare su la serranda rotta, visto che la vecchia sciacalla non la vuole sistemare sostenendo che è danno mio e me ne devo occupare da sola. Come se cci avessi fatto sollevamento pesi con la serranda, tsk.
Vabbè dicevo, ah il miracolo della vita.
Stamattina mi sono svegliata di buon mattino, ho zappato la mia isoletta scoprendo tanti tesori su facebook e poi sono andata a farmi il caffè.
Una cosa che adoro fare quando casa mia non è un circo di scimmie, quindi solo la mattina presto, è affacciarmi al balcone e guardarmi attorno, salutare la vecchietta della finestra affianco e pensare che anche io vorrei essere al suo posto, avere come unica occupazione mondana quella di scuotere tovagliette fuori dalla finestra e poi appenderla al filo con una molletta.
Beh oggi ho visto anche altro, una scena che ha toccato instabilmente il mio cuore di filosofa.
Dovete sapere che qui a Casa Manconi ieri c'è stata una specie di secessione a causa di un ospite inatteso, un pennuto stupido ( la Columba livia) meglio conosciuto come "piccione", che non tutte gradiscono. E siccome tale piccione da solo si sentiva triste, ha ben pensato di portarsi nel sedere due uova, deponendole sul terraio.
I sudisti, ovvero me e Cinzia votarono per la condanna a morte di tali nuovi coinquilini con lezione di volo anticipata per i futuri insudiciatori di cornicioni, dal momento che oltre a non pagare bollette non solo codesti maledetti non puliscono casa, la cagano proprio.
Ma ecco che arriva la nordista di turno, aka mamma chioccia Lidia (di cui oggi è il compleanno tra parentesi) e ci impedisce di commettere cotal piccionicidio, dicendo che la cacca sui panni si lava via con due centrifughe e che i poveri pulcini non ci han fatto nulla. Povera lei e la sua sindrome da crocerossina (non a caso fa infermieristica) , non ci può far nulla se è naturalmente portata alla cura e all'amorevolezza verso il prossimo, che sia la sua fida compara Veronica o un piccione.
Vabbè, alla fine riesce a farci temporeggiare e tenere salvi gli animali. A me un pò rompe le palle sta cosa, visto che non capisco perchè i piccioni si e il gatto no, ma mi taccio.
Oggi è il giorno in cui si decide il futuro dei volatili non ancora venuti alla luce. Ed ecco che come dicevo, mi alzo e vado nel balcone, giostrandomi tra gli stendipanni e i bidoni della spazzatura.
Ed ecco che vedo mamma picciona, sul terraio, che cova con pazienza e cura le due uova deposte.
Non so se sia a causa della canzone che ascolto ( Sonata of Temptation, NdA, Angy se leggi ricordati della denuncia che pende sulla tua regal chioma XD) o perchè mi sono svegliata di buon umore, sta di fatto che mi intenerisco a guardare la scena. Mamma picciona è così indifesa, gli occhietti vacui e idioti si aggirano circospetti per l'angusto spazio in cui lei è ubicata.
Mi commuovo, e non ho nemmeno il coraggio di prendere la scopa e cacciarla via. Massì, che ha fatto la poveretta di male in fondo? Anche lei, seppure sia un animale del tutto privo di intelletto nonchè di uno scopo nella catena alimentare, ha il diritto di vivere e riprodursi.
E poi è così tenera da osservare, tutta indifesa ma che si premura di proteggere i suoi pargoli a costo della sua stessa vita, che altro non è che un ammasso di penne puzzolenti alla fine.
E come al solito ci son rimasta fregata io. Sono ormai affezionata a mamma Piccì ( la chiamo così) e non riuscirei a farle del male. Ora mi resta solo da trovare un nome ai due pulcini scagazzatori.
Pio e Pao credo vadano a pennello.
Ah, il miracolo della vita....
venerdì 7 maggio 2010
Topic Sfogo: Odio le bugie!!!
Salve mie care naviganti! Questo è un altro topic sfogo... che lo so già diverrà melodrammatico! Io odio le bugie... tutte le bugie!! e odio a morte i vigliacchi! quelli che ti dicono una bugia, li sgami, e negano! dioooooooo nerviiiiiiii!!!! Ecco perchè Odio Edward Cullen!! perchè con una bugia bell'e buona lascia Bella senza tenere conto dei sentimenti altrui!! Odioso!! Ma poi questo topic io lo scrivo... perchè anche io sono una grandissima bugiarda! Voi vi chiederete quindi ti odi? e io rispondo no ho già dato! Perchè io ho mentito ai miei amici e alle volte lo faccio ancora lo ammetto... io che soffrivo di terribili attacchi di puro panico e alle volte mi capita ancora... per proteggermi... inventavo scuse per non uscire di casa... terrorizzata alla sola idea di avere di nuovo quella paura tremenda... di rovinare la serata a tutti... di deludere di nuovo qualcuno... di fare la figura della vittima che non mi piace affatto!! Perchè so che non sono l'unica ad avere problemi... ma quando ho questi attacchi io so come divento. Io divento debole e vulnerabilissima, io ho bisogno di qualcuno che mi sostenga... ecco perchè lo faccio. Ma ora ho deciso di smettere... Per cui a voi Amici del passato e del presente chiedo scusa infinitamente scusa!Sono una debole e lo ammetto.. Ma voi siete la mia vita... la mia ancora di salvezza... a voi devo la massima sincerità!! Scusate lo sfogo...
giovedì 6 maggio 2010
Non lasciamo affondare la barca!
Buonasera a tutti, gente.
Come avrete già intuito dal titolo, questa è una sorta di campagna pubblicitaria in seguito al post di Giò. La barca Twilight, la Nostra Barca, non può affondare!!! Non può, non deve, e non può (l'ho già detto che non può? XD)! Fine della questione!
Tanto per cominciare, nemmeno io somo stata molto presente sul blog ultimamente, ma rimedierò. Sono state settimane un po' movimentate, le ultime due e mezza, tra depressioni e scazzi vari. Ma adesso sono tornata, proprio così, e sapete cosa? No? Be', io una cosa la so, e ve la dico (però shhhh..., non ditela a nessuno perchè è un segreto).
1+1 = 2
Sì, lo so che può sembrarvi strano.
Anche io ci sono rimasta abbastanza shockata, sapete. Vi capisco. Non è una bella sensazione.
Ma del resto io sono fatta così. Ecco un paio di pillole di saggezza.
LUNEDI' - Pranzo al bar
C'è un portatovaglioli tutto lucido; io lo prendo è comincio ad accarezzarlo.
"Beeeeeeeeeeeeeello! E' un po' come un gatto!"
La tizia del bar mi guarda in modo strano. Chissà perchè.
MARTEDI' - Matematica
"Ma come, io l'ho fatto diverso, ci ho messo 8. Ah, un momento, ma 8x8 non fa 16"
MERCOLEDI' - Italiano
Prof: "La verifica è il 26, quindi avete più o meno un mese per studiare"
Io: "Abbiamo pù di un mese... ah, ma non siamo più ad aprile. Ero convinta che oggi fosse il 15 aprile."
SEMPRE MERCOLEDI' - Storia
Prof: "Si può sapere dov'eri finita?"
Io: "C'era la coda in bagno"
GIOVEDI' (OGGI)
Io: "E' da tipo una settimana che cerco di parlarti, ma tu non ci sei mai. Scusa, ma prima mi dici di sì, poi però non ti fai vedere... sai chi sono, sai dove trovarmi, qual'è il problema? Se non vuoi basta che me lo dici, io non voglio disturbare né essere di peso a nessuno, tantomeno a te. Perchè se non vuoi me lo dici, vero?"
Maglioncino a righe: "Scusami, mi dimentico, non lo faccio apposta. Comunque dimmelo quando mi vedi, io non mi ricordo".
Io: "Ma come fai a dimenticarti da un giorno all'altro??? Sei peggio di me!!!"
Oh, santo piripillo cavoletto di bruxelles. Ma questa è la vita, gente.
La vostra
Kami
Come avrete già intuito dal titolo, questa è una sorta di campagna pubblicitaria in seguito al post di Giò. La barca Twilight, la Nostra Barca, non può affondare!!! Non può, non deve, e non può (l'ho già detto che non può? XD)! Fine della questione!
Tanto per cominciare, nemmeno io somo stata molto presente sul blog ultimamente, ma rimedierò. Sono state settimane un po' movimentate, le ultime due e mezza, tra depressioni e scazzi vari. Ma adesso sono tornata, proprio così, e sapete cosa? No? Be', io una cosa la so, e ve la dico (però shhhh..., non ditela a nessuno perchè è un segreto).
1+1 = 2
Sì, lo so che può sembrarvi strano.
Anche io ci sono rimasta abbastanza shockata, sapete. Vi capisco. Non è una bella sensazione.
Ma del resto io sono fatta così. Ecco un paio di pillole di saggezza.
LUNEDI' - Pranzo al bar
C'è un portatovaglioli tutto lucido; io lo prendo è comincio ad accarezzarlo.
"Beeeeeeeeeeeeeello! E' un po' come un gatto!"
La tizia del bar mi guarda in modo strano. Chissà perchè.
MARTEDI' - Matematica
"Ma come, io l'ho fatto diverso, ci ho messo 8. Ah, un momento, ma 8x8 non fa 16"
MERCOLEDI' - Italiano
Prof: "La verifica è il 26, quindi avete più o meno un mese per studiare"
Io: "Abbiamo pù di un mese... ah, ma non siamo più ad aprile. Ero convinta che oggi fosse il 15 aprile."
SEMPRE MERCOLEDI' - Storia
Prof: "Si può sapere dov'eri finita?"
Io: "C'era la coda in bagno"
GIOVEDI' (OGGI)
Io: "E' da tipo una settimana che cerco di parlarti, ma tu non ci sei mai. Scusa, ma prima mi dici di sì, poi però non ti fai vedere... sai chi sono, sai dove trovarmi, qual'è il problema? Se non vuoi basta che me lo dici, io non voglio disturbare né essere di peso a nessuno, tantomeno a te. Perchè se non vuoi me lo dici, vero?"
Maglioncino a righe: "Scusami, mi dimentico, non lo faccio apposta. Comunque dimmelo quando mi vedi, io non mi ricordo".
Io: "Ma come fai a dimenticarti da un giorno all'altro??? Sei peggio di me!!!"
Oh, santo piripillo cavoletto di bruxelles. Ma questa è la vita, gente.
La vostra
Kami
My Heart Will Go On..
Ed eccomi qui che torno a sfracassarvi i sacrossanti ciufoli e scrivere su questo spazio dove ormai la voglia di scrivere mi sa ce l'abbiamo in pochi XD
Ecco la imia solita riflessione del mattino inoltrato, dopo una interessante chiacchierata con la carissima Maura :)per la cronaca, sono in pigiama e non ho voglia di fare un cazzo, a parte farmi pippe mentali che potrei facilmente evitare di farmi se non fossi così imbecille.
Oggi si parla di barche. Se avrete la pazienza di seguirmi capirete il mio contorto ragionamento, che altro non è che una semplice similitudine per spiegare il mio stato d'animo dell'ultimo periodo.
Immaginatevi un transatlantico tipo il Titanic, solo un pò più solido. Questo transatlantico lo chiameremo "Twilight", nome a caso. Sperando che il suo significato non si traduca in realtà.
Immaginate una nave bellissima, che è partita in sordina da un porto qualunque del mondo, senza grandi cerimonie, e circumnaviga il pianeta toccando le più svariate mete con il suo carico di passeggeri. Il suo viaggio dura ormai da due anni.
Al suo varo nessuno avrebbe immaginato che questa bagnarola galleggiante sarebbe rimasta in piedi così a lungo; ormai si sa che la navigazione non è il mezzo più confortevole nonchè pratico per viaggiare.
Eppure Twilight, incurante di tutto, prosegue il suo tragitto senza una destinazione e soprattutto, senza una data di arrivo. E' una nave da crociera in cui gli ospiti si divertono, passano le loro giornate a ritrovare il sorriso tra uno svago e l'altro, si conoscono, giocano, e imparano a volersi bene. Quello che tutto sommato accade in qualsiasi crociera: c'è sempre qualche storia da raccontare.
Twilight è forte, è meravigliosa, è ricca; certo, ha dovuto affrontare mille ostacoli lungo il suo percorso, iceberg di una certa enormità, mancanza di vento, ammutinamenti. Eppure non si scoraggia, sino a che c'è carburante va avanti. E c'è sempre qualche porto sicuro in cui attracca, fa rifornimento di viveri e passeggeri per poi ripartire con la sola certezza di non arrivare mai.
La forza di Twilight sta nei suoi ospiti; ma soprattutto, nel suo meraviglioso equipaggio. E' un gruppo unito, che più che una squadra è una famiglia di persone alla pari, nessuna distinzione di sesso, razza, religione. Tutti con lo scopo di far viaggiare la nave a tutta velocità.
Ci sono i macchinisti, ci sono i camerieri, ci sono i marinai, c'è un capitano e c'è il suo vice che guidano il bestione cercando sempre la rotta più giusta da seguire, anche a volte con qualche errore di comando che fa incagliare il transatlantico in zone di secca. E quel capitano col tempo diventa sempre più saggio e impara a gestire al meglio ciò di cui è a capo, tentando per le sue umane possibilità di assicurare una piacevole navigazione a chiunque sia a bordo; nessuno deve essere triste sul suo gioiello, perchè questo è fatto per divertirsi.
Sapete però come vanno le cose; quella nave prima o poi esaurirà il suo carburante, piano piano il tempo accenderà nell'equipaggio la voglia di attraccare sulla terraferma e tornare alla vita di sempre, senza più il gusto del rischio sulle onde. O forse accadrà qualche catastrofe e come il Titanic, anche Twilight si troverà davanti un iceberg troppo grande da evitare.
In quel caso si apriranno delle falle nella carena , e lentamente quel grosso ammasso di ferro e bulloni comincerà a colare a picco.
Ci sono le scialuppe di salvataggio, e i primi ad utilizzarle saranno i passeggeri. Poi verrà il turno dei marinai, dei macchinisti, dei camerieri. Tutti loro avranno la facoltà di scegliere di abbandonare la nave e salvarsi la pelle o andare giù con lei. Tutti, meno che il capitano. Lui non può farlo, lui DEVE stare a bordo, sacrificarsi per la sua nave, che in fin dei conti è parte della sua vita; non saprebbe fare altro della sua esistenza se non navigare e morire navigando. E' la legge di natura, e benchè il suo istinto di sopravvivenza gli dica che sull'ultima scialuppa c'è posto anche per lui, quel dannato vecchiaccio resta a bordo e saluta tutti, ama troppo la sua bagnarola per abbandonarla così.
A volte io mi sento come quel vecchio capitano, alle prese con una ciurma stanca di viaggiare e desiderosa di toccare un suolo solido. Non posso biasimare l'equipaggio se vuole continuare per la sua strada, fossi al loro posto farei lo stesso. E dopotutto nessuno mi ha chiesto di essere il capitano della nave, l'ho scelto io perchè amo farlo. Non ho il diritto di lamentarmi.
Ma un capitano non basta per mandare avanti il bestione; lui può dirigere, dare ordini, seguire una rotta, ma è tutto il resto dell'equipaggio che aziona i motori e fa girare le eliche. E senza la ciurma la nave sta ferma, o peggio, affonda.
Un capitano è innamorato di quello che fa. Io sono nella stessa situazione. E non ho il coraggio di abbandonare la baracca perchè la amo troppo e mi ha dato tanto. Ma come un qualsiasi comandante, io sono un essere umano che, se vede la sua famiglia lasciare l'avventura col transatlantico soffre, ma va avanti perchè deve farlo.
Posso solo sperare che qualcuno prenda il mio posto, tentare di imparare a "vivere" in maniera diversa, ma non sarà mai come prima. Oppure posso solo pregare che il mio equipaggio non mi abbandoni. Perchè anche la ciurma, forse anche più del capitano, è la forza della nave.
Ecco la imia solita riflessione del mattino inoltrato, dopo una interessante chiacchierata con la carissima Maura :)per la cronaca, sono in pigiama e non ho voglia di fare un cazzo, a parte farmi pippe mentali che potrei facilmente evitare di farmi se non fossi così imbecille.
Oggi si parla di barche. Se avrete la pazienza di seguirmi capirete il mio contorto ragionamento, che altro non è che una semplice similitudine per spiegare il mio stato d'animo dell'ultimo periodo.
Immaginatevi un transatlantico tipo il Titanic, solo un pò più solido. Questo transatlantico lo chiameremo "Twilight", nome a caso. Sperando che il suo significato non si traduca in realtà.
Immaginate una nave bellissima, che è partita in sordina da un porto qualunque del mondo, senza grandi cerimonie, e circumnaviga il pianeta toccando le più svariate mete con il suo carico di passeggeri. Il suo viaggio dura ormai da due anni.
Al suo varo nessuno avrebbe immaginato che questa bagnarola galleggiante sarebbe rimasta in piedi così a lungo; ormai si sa che la navigazione non è il mezzo più confortevole nonchè pratico per viaggiare.
Eppure Twilight, incurante di tutto, prosegue il suo tragitto senza una destinazione e soprattutto, senza una data di arrivo. E' una nave da crociera in cui gli ospiti si divertono, passano le loro giornate a ritrovare il sorriso tra uno svago e l'altro, si conoscono, giocano, e imparano a volersi bene. Quello che tutto sommato accade in qualsiasi crociera: c'è sempre qualche storia da raccontare.
Twilight è forte, è meravigliosa, è ricca; certo, ha dovuto affrontare mille ostacoli lungo il suo percorso, iceberg di una certa enormità, mancanza di vento, ammutinamenti. Eppure non si scoraggia, sino a che c'è carburante va avanti. E c'è sempre qualche porto sicuro in cui attracca, fa rifornimento di viveri e passeggeri per poi ripartire con la sola certezza di non arrivare mai.
La forza di Twilight sta nei suoi ospiti; ma soprattutto, nel suo meraviglioso equipaggio. E' un gruppo unito, che più che una squadra è una famiglia di persone alla pari, nessuna distinzione di sesso, razza, religione. Tutti con lo scopo di far viaggiare la nave a tutta velocità.
Ci sono i macchinisti, ci sono i camerieri, ci sono i marinai, c'è un capitano e c'è il suo vice che guidano il bestione cercando sempre la rotta più giusta da seguire, anche a volte con qualche errore di comando che fa incagliare il transatlantico in zone di secca. E quel capitano col tempo diventa sempre più saggio e impara a gestire al meglio ciò di cui è a capo, tentando per le sue umane possibilità di assicurare una piacevole navigazione a chiunque sia a bordo; nessuno deve essere triste sul suo gioiello, perchè questo è fatto per divertirsi.
Sapete però come vanno le cose; quella nave prima o poi esaurirà il suo carburante, piano piano il tempo accenderà nell'equipaggio la voglia di attraccare sulla terraferma e tornare alla vita di sempre, senza più il gusto del rischio sulle onde. O forse accadrà qualche catastrofe e come il Titanic, anche Twilight si troverà davanti un iceberg troppo grande da evitare.
In quel caso si apriranno delle falle nella carena , e lentamente quel grosso ammasso di ferro e bulloni comincerà a colare a picco.
Ci sono le scialuppe di salvataggio, e i primi ad utilizzarle saranno i passeggeri. Poi verrà il turno dei marinai, dei macchinisti, dei camerieri. Tutti loro avranno la facoltà di scegliere di abbandonare la nave e salvarsi la pelle o andare giù con lei. Tutti, meno che il capitano. Lui non può farlo, lui DEVE stare a bordo, sacrificarsi per la sua nave, che in fin dei conti è parte della sua vita; non saprebbe fare altro della sua esistenza se non navigare e morire navigando. E' la legge di natura, e benchè il suo istinto di sopravvivenza gli dica che sull'ultima scialuppa c'è posto anche per lui, quel dannato vecchiaccio resta a bordo e saluta tutti, ama troppo la sua bagnarola per abbandonarla così.
A volte io mi sento come quel vecchio capitano, alle prese con una ciurma stanca di viaggiare e desiderosa di toccare un suolo solido. Non posso biasimare l'equipaggio se vuole continuare per la sua strada, fossi al loro posto farei lo stesso. E dopotutto nessuno mi ha chiesto di essere il capitano della nave, l'ho scelto io perchè amo farlo. Non ho il diritto di lamentarmi.
Ma un capitano non basta per mandare avanti il bestione; lui può dirigere, dare ordini, seguire una rotta, ma è tutto il resto dell'equipaggio che aziona i motori e fa girare le eliche. E senza la ciurma la nave sta ferma, o peggio, affonda.
Un capitano è innamorato di quello che fa. Io sono nella stessa situazione. E non ho il coraggio di abbandonare la baracca perchè la amo troppo e mi ha dato tanto. Ma come un qualsiasi comandante, io sono un essere umano che, se vede la sua famiglia lasciare l'avventura col transatlantico soffre, ma va avanti perchè deve farlo.
Posso solo sperare che qualcuno prenda il mio posto, tentare di imparare a "vivere" in maniera diversa, ma non sarà mai come prima. Oppure posso solo pregare che il mio equipaggio non mi abbandoni. Perchè anche la ciurma, forse anche più del capitano, è la forza della nave.
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