Buonasera, gente, e ben ritrovati al mio programma "Il folle mondo di Kami", condotto da Me Medesima.
Credo, forse, di stare tornando di nuovo in me. La me di PRIMA, capite. PRIMA di quello scemo. Quello che quando lo cerfo non mi caga, poi lui cerca me, io lo tratto gentilmente e lui non mi caga più di nuovo. Ma basta pensarci. Sto cercando di liberarmi di lui.
Ad ogni modo, prima stavo chattando con la mia amica Ginevra. Non vi ho ancora parlato di lei? Be', la conosco da sempre, cioè dal primo giorno di asilo, cioè da quando avevamo 3 anni, cioè da 13 anni, eccetera. E siamo diversissime ma uguali. Non riesco a ricordarmi un periodo della mia vita in cui io abbia fatto del tutto a meno di lei. Due anni fa avevamo anche formato un duo musicale, le Youthful Attic, e scrivevamo canzoni e cantavamo e lei suonava la chitarra e io la pianola. Ora, io ho romai abbandonato il sogno di sfondare nella musica, diciamo che per ora coltivo quello di essere scrittrice... oppure speaker radiofonica! Però ogni tanto mi diverto lo stesso con le nostre vecchie canzoni. Lei, invece, ha continuato.
Però da aprile ha uno strano maldigola, oggi è andata a farsi visitare e le hanno detto che è una cordite, cioè un'infiammazione alle corde vocali o roba del genere.
A quel punto, per tirarla su di morale, le ho detto: - Bè, guarda il lato positivo: puoi essere la prima cantante muta. Canti con il linguaggio dei gesti. Ginevra, la cantante muta al primo posto nelle classifiche con il singolo "Non ho voce"!
Il secondo singolo, invece, si chiamerà "Mi bruciano le corde" e la versione inglese sarà più o meno così (il ritornello):
My chords are burning
Oh! It's a very very hard pain
Help me
Ah! That's a bad bad pain
Bello, vero? Sì, lo so.
E' tutto, gente.
Kami
giovedì 29 luglio 2010
sabato 17 luglio 2010
Le mie disavventure quotidiane
Buonasera a tutti, gente.
Sono qui per raccontarvi la mia avventura di oggi. Stamattina mi sono dovuta avventurare fino al supermercato (meglio conosciuto come minimercato) per fare la spesa, cosa che a me succede una volta all'anno. Cooomunque, essendo io MOLTO coraggiosa, mi sono avventurata. Avevo la tentazione di vestirmi tutta di bianco (proprio come ha fatto maglioncino gli ultimi giorni di scuola), ma si dà il caso che io e lui siamo gli unici due ad aprrezzare il bianco totale, visto che tutti gli altri di solito dicono "Sembri una gelataia". Fatto sta che non volevo che mi scambiassero per il macellaio o il fruttivendolo di turno, visto che lì sono tutti vestiti di bianco, così alla fine mi metto dei pantaloni verdi ed esco.
Arrivo al super (mini) mercato, entro, agguanto un cesto e vedo la corsia strapiena di carrelli e vecchiette. In qualche modo riesco a intrufolarmi verso la zona frutta, devo prendere delle albicocche e mia madre mi ha detto "Sono nel banco frigo". Mi avvia raggiante al banco frigo e vedo che dentro c'è solo l'insalata. "Ma che ca...?" mi chiedo. Mi giro dall'altra parte e vedo che c'è un'altro banco frigo. A questo punto addocchio i cestini di albicocche e faccio per prenderne uno che però è incastrato. Vent'anni e un'altra corsa a ostacoli dopo, mi dirigo verso il latte, poi prendo gli yogurt e mentre decido di saltare il pane e passare direttamente al tè, mi viene in mente di usare la scorciatoia. Fatto sta che mentre sto andando nella zona deserta del minimercato sento una voce, mi giro per pura curiosità e mi accorgo che c'è una rappresentante del latte Tigullio che mi sta parlando. Rimango un attimo stupita, della serie animaletto-davanti-ai-fari-di-una-macchina.
Lei: - Ciao, qua si fa la raccolta di punti Tigullio, se compri due prodotti hai il formaggio o lo yogurt a scelta.
Io: - ...
Lei: - ... (aspetta una risposta).
Io: - Sì, lo sapevo, però... cioè, oggi non...
Cerco di non guardare il latte nel mio cesto che non è Tigullio. Lei invece lo guarda.
Lei: - Lo dico a tutti, anche a te.
Io: - Ma...
Lei si volta a parlare con dei potenziali clienti, io ne approfitto e me la svigno. Agguanto il tè e i gelati, poi vado alla cassa. Ero così intenta a studiare le chewing gum (le Brooklin hanno copiato le Vigorsol, quelle con la confezione nera fichissima) che non mi sono nemmeno accorta che era il mio turno. Mentre lancio sulla cassa tutta la roba, mi ricordo che in teoria dovrei dare una card, nel frattempo lo yogurt alla ciliegia cerca di evadere. Lo riprendo, poi lancio i soldi alla cassiera e mi fiondo dall'altra parte a raccogliere la roba. Mia madre mi ha dato una borsa verde pisello gigante, così appena è piena e faccio per uscire, tutta la roba dentro si rovescia.
"Ma porc...!!!"
Risistemo tutto, esco e faccio una corsa verso casa. Caffo se pesava quella borsa. Arrivo quasi davanti a casa sudata marcia, con la mano che sta per staccarsi dal polso e devo attraversare. Improvvisamente vedo una jeep che si profila all'orizzonte. Nella mia mente si insinua un dubio amletico "Ce la farò? Non ce la farò? Ma sì, ce la farò". Mentre sono a metà della strada, la jeep comincia ad andare più veloce, poi si ferma a un centimetro circada e e il tipo che sta su mi sorride. Se solo non fossi stata troppo stanca, sarei salita su e gli avrei lanciato la borsa verde pisello in testa. Entro in casa, miracolosamente sana e salva.
Cavolo, dico io, ma per fare la spesa uno deve passare tutta questa Odissea? Non ci andrò mai più.
Sono qui per raccontarvi la mia avventura di oggi. Stamattina mi sono dovuta avventurare fino al supermercato (meglio conosciuto come minimercato) per fare la spesa, cosa che a me succede una volta all'anno. Cooomunque, essendo io MOLTO coraggiosa, mi sono avventurata. Avevo la tentazione di vestirmi tutta di bianco (proprio come ha fatto maglioncino gli ultimi giorni di scuola), ma si dà il caso che io e lui siamo gli unici due ad aprrezzare il bianco totale, visto che tutti gli altri di solito dicono "Sembri una gelataia". Fatto sta che non volevo che mi scambiassero per il macellaio o il fruttivendolo di turno, visto che lì sono tutti vestiti di bianco, così alla fine mi metto dei pantaloni verdi ed esco.
Arrivo al super (mini) mercato, entro, agguanto un cesto e vedo la corsia strapiena di carrelli e vecchiette. In qualche modo riesco a intrufolarmi verso la zona frutta, devo prendere delle albicocche e mia madre mi ha detto "Sono nel banco frigo". Mi avvia raggiante al banco frigo e vedo che dentro c'è solo l'insalata. "Ma che ca...?" mi chiedo. Mi giro dall'altra parte e vedo che c'è un'altro banco frigo. A questo punto addocchio i cestini di albicocche e faccio per prenderne uno che però è incastrato. Vent'anni e un'altra corsa a ostacoli dopo, mi dirigo verso il latte, poi prendo gli yogurt e mentre decido di saltare il pane e passare direttamente al tè, mi viene in mente di usare la scorciatoia. Fatto sta che mentre sto andando nella zona deserta del minimercato sento una voce, mi giro per pura curiosità e mi accorgo che c'è una rappresentante del latte Tigullio che mi sta parlando. Rimango un attimo stupita, della serie animaletto-davanti-ai-fari-di-una-macchina.
Lei: - Ciao, qua si fa la raccolta di punti Tigullio, se compri due prodotti hai il formaggio o lo yogurt a scelta.
Io: - ...
Lei: - ... (aspetta una risposta).
Io: - Sì, lo sapevo, però... cioè, oggi non...
Cerco di non guardare il latte nel mio cesto che non è Tigullio. Lei invece lo guarda.
Lei: - Lo dico a tutti, anche a te.
Io: - Ma...
Lei si volta a parlare con dei potenziali clienti, io ne approfitto e me la svigno. Agguanto il tè e i gelati, poi vado alla cassa. Ero così intenta a studiare le chewing gum (le Brooklin hanno copiato le Vigorsol, quelle con la confezione nera fichissima) che non mi sono nemmeno accorta che era il mio turno. Mentre lancio sulla cassa tutta la roba, mi ricordo che in teoria dovrei dare una card, nel frattempo lo yogurt alla ciliegia cerca di evadere. Lo riprendo, poi lancio i soldi alla cassiera e mi fiondo dall'altra parte a raccogliere la roba. Mia madre mi ha dato una borsa verde pisello gigante, così appena è piena e faccio per uscire, tutta la roba dentro si rovescia.
"Ma porc...!!!"
Risistemo tutto, esco e faccio una corsa verso casa. Caffo se pesava quella borsa. Arrivo quasi davanti a casa sudata marcia, con la mano che sta per staccarsi dal polso e devo attraversare. Improvvisamente vedo una jeep che si profila all'orizzonte. Nella mia mente si insinua un dubio amletico "Ce la farò? Non ce la farò? Ma sì, ce la farò". Mentre sono a metà della strada, la jeep comincia ad andare più veloce, poi si ferma a un centimetro circada e e il tipo che sta su mi sorride. Se solo non fossi stata troppo stanca, sarei salita su e gli avrei lanciato la borsa verde pisello in testa. Entro in casa, miracolosamente sana e salva.
Cavolo, dico io, ma per fare la spesa uno deve passare tutta questa Odissea? Non ci andrò mai più.
giovedì 15 luglio 2010
perchè bisogna sempre avere soldi in più
allora ragazzuole....sono appena arrivata e già mi metto a fare cavolate...oh che vi devo dire...pace amen. sono fatta così XD
ho pensato perchè non raccontare proprio una delle mie ultime avventure?al massimo la cara gio cancella tutto...
premessa: come sapete più o meno tutte sono in Germania per l'anno all'estero...ça veut dire: niente macchina, niente genitori, nessuno che ti viene a prendere, soldi pochi. gradissima libertà però=)
svolgimento: era il mio diciottesimo compleanno e Anna, Giada ed io avevamo deciso di andare a festeggiare nella disco più bella della zona: Fun park. fasci di luce musica a palle, 4 dj...roba truzza in pratica ma dai...ci si diverte.
siamo partite alle 8 di sera(se arrivavamo prima delle 10 si pagava due euro) in sella alle nostre bici (io con 5 euro, giada sette, anna dieci-.-)...quella di Anna ha il freno rotto, la mia la sella e il cambio quindi vi lascio immaginare come eravamo ridotte. avevamo stampato la mappa da google maps...gradissimo sbaglio, non si vedeva niente. zero, le vie erano illeggibili.
dopo due ore che vagavamo per le zone intorno alla città la notte era calata ed io faccio: "dite che ci siamo perse?"
"No."
negare. negare di fronte anche all'evidenza.
per grazia ricevuta abbiamo trovato una trattoria italiana persa nei meandri della periferia di dove c'eravamo perse che gentilmente ci ha disegnato una mappetta su un tovagliolo. indicazioni: alla mercedes girate, alla T di Telecom ci siete. dopo dieci minuti io come un assetato vede un oasi faccio: la Mercedes! e via gagliarde come non mai per la rinnovata speranza.
arriviamo alla T di telecom e vediamo anche scritto grande come una casa FUNPARK. eravamo passate lì due ore prima, dopo solo mezz'ora di bici.
perchè non l'avevamo visto? ecco perchè.
giada: guardaaaaaa un coniglietto (davanti a questa spiazzola c'era un praticello dove l'animale stava tranquillo)
anna: che dooooooooooolceeeeeeeee.
io: mangiamolo. coniglio arrosto è buono.
loro sonvolte: nooooooooooooo.
e ce ne andammo, non vedendo la nostra meta.
lo sconto ovviamente non valeva più perchè eravamo arrivate tardi, ma eravamo riuscite ad entrare mettendo assieme i soldi. avevamo ancora due euro.
incontrammo dei baldi giovani, che penso si ricorderanno di ancora noi le pazze. riporto una conversazione.
Dominik: cosa vuoi fare dopo il liceo?
io: università. diritto inernazionale, forse a berlino.
Dom: bello. vuoi diventare avvocato?
io: pensavo al magistrato o giudice. e tu cosa fai?
Dom: lo spazzino.
io: sorrisino^^
Anna: cosa fai tu? (al ragazzo che aveva accalappiato lei)
lui: faccio il fumettista e tu cosa vuoi fare dopo il lieo?
anna: medicina.
lui:O_O
anna: sorrisino^^
cooooooooomunque...erano le 4 e mezza di mattina, eravamo lì dalle dieci...vi lascio immaginare le nostre condizioni fisiche e mentali.
stiamo per uscire quando la tipa alla classe dice: servono 4 euro a testa per uscire.
noi: O_O panico.
senza quei 4 euro non uscivamo e si finiva in prigione. ne avevamo due. panico panico panico.
io ero già pronta a dare un bacio al tipo per 4 euro ma lo tenevo come ultima risorsa (lui poi scomparve quindi non offrì tale servizio). abbiamo fatto l'elemosina a tutti vi giuro. io fortunatamente avevo trovato un signore sulla quarantina che supplicai così:
La prego signore vivo in un collegio, non c'è nessuno che mi venga a prendere mi servono quattro euro la prego, non lo sapevamo di questi quattro euro. la prego la prego la prego. gli feci così pena che me li diede.
anche le altre infiltrate nel privè (erano ormai le 5 meno dieci non c'era più nessuno) trovarono i loro soldi.
eravamo libere. e avevamo anche guadagnato un euro che spendemmo prendendo dei panini al bezinaio per colazione.
morale:mai andare con così pochi soldi in disco. mai. ricordatelo. l'elemosina se siete donne fatela agli uomini ( se sono anche "vecchietti" sono anche più generosi) e mai alle donne.
è tutto. spero di non aver rotto più di dante le scatole.
un bacio
Bene/ Lucrezia Borgia^^
ho pensato perchè non raccontare proprio una delle mie ultime avventure?al massimo la cara gio cancella tutto...
premessa: come sapete più o meno tutte sono in Germania per l'anno all'estero...ça veut dire: niente macchina, niente genitori, nessuno che ti viene a prendere, soldi pochi. gradissima libertà però=)
svolgimento: era il mio diciottesimo compleanno e Anna, Giada ed io avevamo deciso di andare a festeggiare nella disco più bella della zona: Fun park. fasci di luce musica a palle, 4 dj...roba truzza in pratica ma dai...ci si diverte.
siamo partite alle 8 di sera(se arrivavamo prima delle 10 si pagava due euro) in sella alle nostre bici (io con 5 euro, giada sette, anna dieci-.-)...quella di Anna ha il freno rotto, la mia la sella e il cambio quindi vi lascio immaginare come eravamo ridotte. avevamo stampato la mappa da google maps...gradissimo sbaglio, non si vedeva niente. zero, le vie erano illeggibili.
dopo due ore che vagavamo per le zone intorno alla città la notte era calata ed io faccio: "dite che ci siamo perse?"
"No."
negare. negare di fronte anche all'evidenza.
per grazia ricevuta abbiamo trovato una trattoria italiana persa nei meandri della periferia di dove c'eravamo perse che gentilmente ci ha disegnato una mappetta su un tovagliolo. indicazioni: alla mercedes girate, alla T di Telecom ci siete. dopo dieci minuti io come un assetato vede un oasi faccio: la Mercedes! e via gagliarde come non mai per la rinnovata speranza.
arriviamo alla T di telecom e vediamo anche scritto grande come una casa FUNPARK. eravamo passate lì due ore prima, dopo solo mezz'ora di bici.
perchè non l'avevamo visto? ecco perchè.
giada: guardaaaaaa un coniglietto (davanti a questa spiazzola c'era un praticello dove l'animale stava tranquillo)
anna: che dooooooooooolceeeeeeeee.
io: mangiamolo. coniglio arrosto è buono.
loro sonvolte: nooooooooooooo.
e ce ne andammo, non vedendo la nostra meta.
lo sconto ovviamente non valeva più perchè eravamo arrivate tardi, ma eravamo riuscite ad entrare mettendo assieme i soldi. avevamo ancora due euro.
incontrammo dei baldi giovani, che penso si ricorderanno di ancora noi le pazze. riporto una conversazione.
Dominik: cosa vuoi fare dopo il liceo?
io: università. diritto inernazionale, forse a berlino.
Dom: bello. vuoi diventare avvocato?
io: pensavo al magistrato o giudice. e tu cosa fai?
Dom: lo spazzino.
io: sorrisino^^
Anna: cosa fai tu? (al ragazzo che aveva accalappiato lei)
lui: faccio il fumettista e tu cosa vuoi fare dopo il lieo?
anna: medicina.
lui:O_O
anna: sorrisino^^
cooooooooomunque...erano le 4 e mezza di mattina, eravamo lì dalle dieci...vi lascio immaginare le nostre condizioni fisiche e mentali.
stiamo per uscire quando la tipa alla classe dice: servono 4 euro a testa per uscire.
noi: O_O panico.
senza quei 4 euro non uscivamo e si finiva in prigione. ne avevamo due. panico panico panico.
io ero già pronta a dare un bacio al tipo per 4 euro ma lo tenevo come ultima risorsa (lui poi scomparve quindi non offrì tale servizio). abbiamo fatto l'elemosina a tutti vi giuro. io fortunatamente avevo trovato un signore sulla quarantina che supplicai così:
La prego signore vivo in un collegio, non c'è nessuno che mi venga a prendere mi servono quattro euro la prego, non lo sapevamo di questi quattro euro. la prego la prego la prego. gli feci così pena che me li diede.
anche le altre infiltrate nel privè (erano ormai le 5 meno dieci non c'era più nessuno) trovarono i loro soldi.
eravamo libere. e avevamo anche guadagnato un euro che spendemmo prendendo dei panini al bezinaio per colazione.
morale:mai andare con così pochi soldi in disco. mai. ricordatelo. l'elemosina se siete donne fatela agli uomini ( se sono anche "vecchietti" sono anche più generosi) e mai alle donne.
è tutto. spero di non aver rotto più di dante le scatole.
un bacio
Bene/ Lucrezia Borgia^^
domenica 11 luglio 2010
Mi sa proprio che sono un po' anormale
Ebbene sì, ho avuto l'illuminazione. "Bella roba" direte voi "Ha scoperto l'acqua calda!". Be', sapete che vi dico? Non tutti aprono il rubinetto dalla parte dell'acqua calda. Io, per esempio, quando mi lavo le mani lo faccio con l'acqua fredda, e penso che sia così per la maggior parte delle persone. Perciò potrei anche ignorare l'esistenza dell'acqua calda e a questo punto no sarebbe più una cosa così ovvia eccetera eccetera.
Ad ogni modo, veniamo ora al fatto che mi ha spinto a scrivere questo post. Ieri stavo navigando con un po' di maldimare nei meandri della mia posta elettronica quando ho trovato delle vecchie mail del mio amico Peppe. Bisogna sapere che io e peppe ci siamo conosciuti su un forum dove lui si chiamava Ilgrande, io Gildakat e alla fine siamo diventati amici. Ma non era questo che volevo dire. Stavo rileggendo quelle mail e per poco non morivo dal ridere rendendomi conto delle caffate tremende che mi uscivano fuori.
Ve ne lascio un paio, così almeno poi poetete chiamare l'892 892 e alla prossima festa di paese mi vedrete sfilare su un carro insieme a quegli omini vestiti di rosso con la parrucca bionda.
1) Oggi la prod di arte ha detto che ci dava voti bassi perchè dobbiamo conoscerci meglio... io non è che muoia proprio dalla voglia di conoscerla! E a tedesco:
Prof: la preside è gia venuta a darvi la bella notizia?
Giulia: No, cosa è successo?
Io (sorridendo speranzosa come una brava bambina): hanno licenziato la prof di tecnica?
2) E' come quando al mattino mi sveglio e mi chiedo se sono morta. Perchè dov'essere brutto: tu ti svegli e nessuno ti parla o ti guarda e tu pensi che ti senti morto, e poi capisci che effettivamente SEI morto. Ma chi te lo dice? essuno.
3) Fuori dalla mia finestra vedo un'illuminaria a forma di stella cometa. Spero non si abbatta sulla casa. Ho sentito che le stelle sono meteoriti.
4) Ginny: ma non hai freddo con quella giacchetta lì?
Io: No, perchè non ce l'ho addosso.
5) Ginny: Sto bene col cerchietto?
Io: Sì.
G: Sicura?
Io: certo che sono sicura. io sono sempre sicura di quello che dico. SEMPRE.
G: No, sul serio... come sto?
Io: no, no, veramente, bene... però hai i capelli più gonfi del solito.
G: Spero di averli un po' più gonfi
Io: Davvero. Non mi sembravano così gonfi. Comunque io non me ne intendo: sono pelata.
6) Poi mi sono messa a fotografare la gente che spalava, potrei farci una mostra fotografica intitolata "Gente nella neve". Alla prof. di tecnica non sarebbe mai venuta in mente un' idea simile. Lei avrebbe solo misurato l'ampiezza degli angoli della neve a magari tracciato una mediana.
7) Ed è stato allora che la prof di arte è riuscita a "sperimentare la solidarietà umana" perchè un tizio l'ha ospitata a casa sua mentre aspettava il carro attrezzi. Si vede che questo tizio non la conosceva. Comunque, quando l'abbiamo raccontato alla prof. d'inglese, lei ci ha detto "Sperimentato la solidarietà umana... per forza che non l'aveva sperimentata mai prima, è lei che è una stronza!!!"
Per adesso è tutto. Ma prossimamente scriverò qualche altra cavolata simile. A buon rendere, gente.
La Futura Signora Coco :-)
Ad ogni modo, veniamo ora al fatto che mi ha spinto a scrivere questo post. Ieri stavo navigando con un po' di maldimare nei meandri della mia posta elettronica quando ho trovato delle vecchie mail del mio amico Peppe. Bisogna sapere che io e peppe ci siamo conosciuti su un forum dove lui si chiamava Ilgrande, io Gildakat e alla fine siamo diventati amici. Ma non era questo che volevo dire. Stavo rileggendo quelle mail e per poco non morivo dal ridere rendendomi conto delle caffate tremende che mi uscivano fuori.
Ve ne lascio un paio, così almeno poi poetete chiamare l'892 892 e alla prossima festa di paese mi vedrete sfilare su un carro insieme a quegli omini vestiti di rosso con la parrucca bionda.
1) Oggi la prod di arte ha detto che ci dava voti bassi perchè dobbiamo conoscerci meglio... io non è che muoia proprio dalla voglia di conoscerla! E a tedesco:
Prof: la preside è gia venuta a darvi la bella notizia?
Giulia: No, cosa è successo?
Io (sorridendo speranzosa come una brava bambina): hanno licenziato la prof di tecnica?
2) E' come quando al mattino mi sveglio e mi chiedo se sono morta. Perchè dov'essere brutto: tu ti svegli e nessuno ti parla o ti guarda e tu pensi che ti senti morto, e poi capisci che effettivamente SEI morto. Ma chi te lo dice? essuno.
3) Fuori dalla mia finestra vedo un'illuminaria a forma di stella cometa. Spero non si abbatta sulla casa. Ho sentito che le stelle sono meteoriti.
4) Ginny: ma non hai freddo con quella giacchetta lì?
Io: No, perchè non ce l'ho addosso.
5) Ginny: Sto bene col cerchietto?
Io: Sì.
G: Sicura?
Io: certo che sono sicura. io sono sempre sicura di quello che dico. SEMPRE.
G: No, sul serio... come sto?
Io: no, no, veramente, bene... però hai i capelli più gonfi del solito.
G: Spero di averli un po' più gonfi
Io: Davvero. Non mi sembravano così gonfi. Comunque io non me ne intendo: sono pelata.
6) Poi mi sono messa a fotografare la gente che spalava, potrei farci una mostra fotografica intitolata "Gente nella neve". Alla prof. di tecnica non sarebbe mai venuta in mente un' idea simile. Lei avrebbe solo misurato l'ampiezza degli angoli della neve a magari tracciato una mediana.
7) Ed è stato allora che la prof di arte è riuscita a "sperimentare la solidarietà umana" perchè un tizio l'ha ospitata a casa sua mentre aspettava il carro attrezzi. Si vede che questo tizio non la conosceva. Comunque, quando l'abbiamo raccontato alla prof. d'inglese, lei ci ha detto "Sperimentato la solidarietà umana... per forza che non l'aveva sperimentata mai prima, è lei che è una stronza!!!"
Per adesso è tutto. Ma prossimamente scriverò qualche altra cavolata simile. A buon rendere, gente.
La Futura Signora Coco :-)
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