Twilighters Chat

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giovedì 6 maggio 2010

My Heart Will Go On..

Ed eccomi qui che torno a sfracassarvi i sacrossanti ciufoli e scrivere su questo spazio dove ormai la voglia di scrivere mi sa ce l'abbiamo in pochi XD
Ecco la imia solita riflessione del mattino inoltrato, dopo una interessante chiacchierata con la carissima Maura :)per la cronaca, sono in pigiama e non ho voglia di fare un cazzo, a parte farmi pippe mentali che potrei facilmente evitare di farmi se non fossi così imbecille.
Oggi si parla di barche. Se avrete la pazienza di seguirmi capirete il mio contorto ragionamento, che altro non è che una semplice similitudine per spiegare il mio stato d'animo dell'ultimo periodo.

Immaginatevi un transatlantico tipo il Titanic, solo un pò più solido. Questo transatlantico lo chiameremo "Twilight", nome a caso. Sperando che il suo significato non si traduca in realtà.
Immaginate una nave bellissima, che è partita in sordina da un porto qualunque del mondo, senza grandi cerimonie, e circumnaviga il pianeta toccando le più svariate mete con il suo carico di passeggeri. Il suo viaggio dura ormai da due anni.
Al suo varo nessuno avrebbe immaginato che questa bagnarola galleggiante sarebbe rimasta in piedi così a lungo; ormai si sa che la navigazione non è il mezzo più confortevole nonchè pratico per viaggiare.
Eppure Twilight, incurante di tutto, prosegue il suo tragitto senza una destinazione e soprattutto, senza una data di arrivo. E' una nave da crociera in cui gli ospiti si divertono, passano le loro giornate a ritrovare il sorriso tra uno svago e l'altro, si conoscono, giocano, e imparano a volersi bene. Quello che tutto sommato accade in qualsiasi crociera: c'è sempre qualche storia da raccontare.
Twilight è forte, è meravigliosa, è ricca; certo, ha dovuto affrontare mille ostacoli lungo il suo percorso, iceberg di una certa enormità, mancanza di vento, ammutinamenti. Eppure non si scoraggia, sino a che c'è carburante va avanti. E c'è sempre qualche porto sicuro in cui attracca, fa rifornimento di viveri e passeggeri per poi ripartire con la sola certezza di non arrivare mai.
La forza di Twilight sta nei suoi ospiti; ma soprattutto, nel suo meraviglioso equipaggio. E' un gruppo unito, che più che una squadra è una famiglia di persone alla pari, nessuna distinzione di sesso, razza, religione. Tutti con lo scopo di far viaggiare la nave a tutta velocità.
Ci sono i macchinisti, ci sono i camerieri, ci sono i marinai, c'è un capitano e c'è il suo vice che guidano il bestione cercando sempre la rotta più giusta da seguire, anche a volte con qualche errore di comando che fa incagliare il transatlantico in zone di secca. E quel capitano col tempo diventa sempre più saggio e impara a gestire al meglio ciò di cui è a capo, tentando per le sue umane possibilità di assicurare una piacevole navigazione a chiunque sia a bordo; nessuno deve essere triste sul suo gioiello, perchè questo è fatto per divertirsi.
Sapete però come vanno le cose; quella nave prima o poi esaurirà il suo carburante, piano piano il tempo accenderà nell'equipaggio la voglia di attraccare sulla terraferma e tornare alla vita di sempre, senza più il gusto del rischio sulle onde. O forse accadrà qualche catastrofe e come il Titanic, anche Twilight si troverà davanti un iceberg troppo grande da evitare.
In quel caso si apriranno delle falle nella carena , e lentamente quel grosso ammasso di ferro e bulloni comincerà a colare a picco.
Ci sono le scialuppe di salvataggio, e i primi ad utilizzarle saranno i passeggeri. Poi verrà il turno dei marinai, dei macchinisti, dei camerieri. Tutti loro avranno la facoltà di scegliere di abbandonare la nave e salvarsi la pelle o andare giù con lei. Tutti, meno che il capitano. Lui non può farlo, lui DEVE stare a bordo, sacrificarsi per la sua nave, che in fin dei conti è parte della sua vita; non saprebbe fare altro della sua esistenza se non navigare e morire navigando. E' la legge di natura, e benchè il suo istinto di sopravvivenza gli dica che sull'ultima scialuppa c'è posto anche per lui, quel dannato vecchiaccio resta a bordo e saluta tutti, ama troppo la sua bagnarola per abbandonarla così.
A volte io mi sento come quel vecchio capitano, alle prese con una ciurma stanca di viaggiare e desiderosa di toccare un suolo solido. Non posso biasimare l'equipaggio se vuole continuare per la sua strada, fossi al loro posto farei lo stesso. E dopotutto nessuno mi ha chiesto di essere il capitano della nave, l'ho scelto io perchè amo farlo. Non ho il diritto di lamentarmi.
Ma un capitano non basta per mandare avanti il bestione; lui può dirigere, dare ordini, seguire una rotta, ma è tutto il resto dell'equipaggio che aziona i motori e fa girare le eliche. E senza la ciurma la nave sta ferma, o peggio, affonda.
Un capitano è innamorato di quello che fa. Io sono nella stessa situazione. E non ho il coraggio di abbandonare la baracca perchè la amo troppo e mi ha dato tanto. Ma come un qualsiasi comandante, io sono un essere umano che, se vede la sua famiglia lasciare l'avventura col transatlantico soffre, ma va avanti perchè deve farlo.
Posso solo sperare che qualcuno prenda il mio posto, tentare di imparare a "vivere" in maniera diversa, ma non sarà mai come prima. Oppure posso solo pregare che il mio equipaggio non mi abbandoni. Perchè anche la ciurma, forse anche più del capitano, è la forza della nave.

6 commenti:

  1. Il Titanic non mi piace, è troppo drastica e drammatica la sua storia... e poi non ci sono abbastanza Jack di cui fidarsi e che ci lasceranno il pezzo di legno per non farci affogare... preferisco di gran lunga la storia di Novecento! Anche la sua nave ha avuto una fine non proprio felice, ma almeno la sua fine è stata scelta e non subita dagli eventi... Il pianista sull'oceano mi piace anche perchè non abbandona la sua nave, continua a suonare, anche da solo... ma lo fa fino alla fine, lui suona e non scende mai dalla sua nave perchè è la sua casa, la sua famiglia... e le famiglie non si abbandonano,nemmeno quando ognuno si fa i fatti suoi, non si festeggiano più le feste comandate tutti insieme e sembra che un iceberg la stia facendo affondare!

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  2. Io mi chiedo come certe metafore geniali possano venirti in mente... e cmq la nostra non è una nave qualsiasi... non è il luogo in se che fa la nave siamo noi, le persone che la frequentano! E il capitano se vuole può prendersi giorni di vacanza... Insomma!! Fai come Karkaroff no? goditi il viaggio nella tua cabina e lascia fare a noi marinai U_U

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  3. Uh cosa ho ispirato!!!!xD
    Giò sei geniale!!!!comunque spero di non comportarmi come Rose e di lasciare un pò di spazio a quel povero Jake!!!!non ho quel culone!!!!ahhahah

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  4. Sai una cosa, signor Capitano? Secondo me tutto l'equipaggio e gli affezionati ( e i casuali) passeggeri hanno voglia di continuare il viaggio, eterno e avventuroso. Solo che a volte, come accade nelle vere crociere, c'è bisogno di attraccare per non soffrire di perpetuo mal di mare. A volte una pausa di qualche tempo è necessaria per trovare la voglia di viaggiare, sennò si perde il brivido dell'ignoto, soffocato dalla troppa quotidianità :D
    Non soccomberà, Twilight. ce la farà a rimanere a galla finchè anche se solo poche persone lo vorranno.

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  5. ...E c'è chi da Twilight è sceso...ma non si è separato dalla famiglia...proprio come ha detto moni le famiglie non si abbandonano, e io non ho nessuna intenzione di farlo...Questa piccola marinaia è scesa a terra, è presa dalla sua vita su questa terra ferma ma la sua famiglia la ricorda in continuazione, le manca, le vuole bene e sarà sempre pronta a buttarle un salvagente dal porto nei momenti di bisogno...Forse è un po' egoista in questo momento, è molto concentrata su se stessa e quello che le sta succedendo nella sua vita, ma è giusto così, perchè è giusto che pensi anche a se stessa e non solo ed esclusivamente agli altri come ha fatto per troppo tempo...Ma ribadisce che questo non vuol dire che si è dimenticata del resto della ciurma, perchè per loro lei ci sarà sempre!

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