Buonasera a tutti, gente.
Sono qui per raccontarvi la mia avventura di oggi. Stamattina mi sono dovuta avventurare fino al supermercato (meglio conosciuto come minimercato) per fare la spesa, cosa che a me succede una volta all'anno. Cooomunque, essendo io MOLTO coraggiosa, mi sono avventurata. Avevo la tentazione di vestirmi tutta di bianco (proprio come ha fatto maglioncino gli ultimi giorni di scuola), ma si dà il caso che io e lui siamo gli unici due ad aprrezzare il bianco totale, visto che tutti gli altri di solito dicono "Sembri una gelataia". Fatto sta che non volevo che mi scambiassero per il macellaio o il fruttivendolo di turno, visto che lì sono tutti vestiti di bianco, così alla fine mi metto dei pantaloni verdi ed esco.
Arrivo al super (mini) mercato, entro, agguanto un cesto e vedo la corsia strapiena di carrelli e vecchiette. In qualche modo riesco a intrufolarmi verso la zona frutta, devo prendere delle albicocche e mia madre mi ha detto "Sono nel banco frigo". Mi avvia raggiante al banco frigo e vedo che dentro c'è solo l'insalata. "Ma che ca...?" mi chiedo. Mi giro dall'altra parte e vedo che c'è un'altro banco frigo. A questo punto addocchio i cestini di albicocche e faccio per prenderne uno che però è incastrato. Vent'anni e un'altra corsa a ostacoli dopo, mi dirigo verso il latte, poi prendo gli yogurt e mentre decido di saltare il pane e passare direttamente al tè, mi viene in mente di usare la scorciatoia. Fatto sta che mentre sto andando nella zona deserta del minimercato sento una voce, mi giro per pura curiosità e mi accorgo che c'è una rappresentante del latte Tigullio che mi sta parlando. Rimango un attimo stupita, della serie animaletto-davanti-ai-fari-di-una-macchina.
Lei: - Ciao, qua si fa la raccolta di punti Tigullio, se compri due prodotti hai il formaggio o lo yogurt a scelta.
Io: - ...
Lei: - ... (aspetta una risposta).
Io: - Sì, lo sapevo, però... cioè, oggi non...
Cerco di non guardare il latte nel mio cesto che non è Tigullio. Lei invece lo guarda.
Lei: - Lo dico a tutti, anche a te.
Io: - Ma...
Lei si volta a parlare con dei potenziali clienti, io ne approfitto e me la svigno. Agguanto il tè e i gelati, poi vado alla cassa. Ero così intenta a studiare le chewing gum (le Brooklin hanno copiato le Vigorsol, quelle con la confezione nera fichissima) che non mi sono nemmeno accorta che era il mio turno. Mentre lancio sulla cassa tutta la roba, mi ricordo che in teoria dovrei dare una card, nel frattempo lo yogurt alla ciliegia cerca di evadere. Lo riprendo, poi lancio i soldi alla cassiera e mi fiondo dall'altra parte a raccogliere la roba. Mia madre mi ha dato una borsa verde pisello gigante, così appena è piena e faccio per uscire, tutta la roba dentro si rovescia.
"Ma porc...!!!"
Risistemo tutto, esco e faccio una corsa verso casa. Caffo se pesava quella borsa. Arrivo quasi davanti a casa sudata marcia, con la mano che sta per staccarsi dal polso e devo attraversare. Improvvisamente vedo una jeep che si profila all'orizzonte. Nella mia mente si insinua un dubio amletico "Ce la farò? Non ce la farò? Ma sì, ce la farò". Mentre sono a metà della strada, la jeep comincia ad andare più veloce, poi si ferma a un centimetro circada e e il tipo che sta su mi sorride. Se solo non fossi stata troppo stanca, sarei salita su e gli avrei lanciato la borsa verde pisello in testa. Entro in casa, miracolosamente sana e salva.
Cavolo, dico io, ma per fare la spesa uno deve passare tutta questa Odissea? Non ci andrò mai più.
sabato 17 luglio 2010
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